SINDROME DA COMPRESSIONE DEL NERVO RADIALE AL GOMITO
Anche il nervo radiale può essere affetto da neuropatie compressive, sebbene queste siano meno frequenti di quelle dei nervi mediano e ulnare.
Il nervo radiale origina a livello della corda posteriore del plesso brachiale e decorre nella regione posteriore del braccio profondamente al muscolo tricipite. Nella parte distale del braccio il nervo si fa laterale, ruota intorno all’omero per portarsi davanti all’articolazione tra omero e capitello radiale al di sotto dei muscoli epicondiloidei.
A livello del gomito si divide in due rami terminali uno superficiale, sensitivo , ed uno profondo, motorio. La più comune neuropatia da compressione del nervo radiale è quella che interessa il suo ramo terminale profondo chiamato anche nervo interosseo posteriore (NIP).
Quest’ultimo è un nervo motorio puro che provvede all’innervazione dei muscoli del compartimento posteriore dell’avambraccio (estensori del polso e dita). Il NIP, nelle sindromi compressive è spesso schiacciato nel suo passaggio al gomito a livello dell’arcata di Frohse denominata anche arcata del breve supinatore. Il supinatore è un muscolo situato profondamente ai muscoli epicondiloidei e che si avvolge intorno alla parte prossimale del radio. Con la sua azione porta in supinazione la mano. La compressione è spesso dovuta alla fibrosi dell’arcata di Frohse, altre volte può essere riconducibile a fratture-lussazioni del gomito, a fratture dell’avambraccio, a neoplasie, ad aneurismi, a sinoviti reumatoidi del gomito o ad una borsa tendinea ingrandita. Inoltre alcune abitudini di vita e di lavoro del paziente assumono un ruolo scatenante, soprattutto in quelle attività che vedono coinvolto l’avambraccio in lavori prolungati, con forzati e ripetitivi movimenti di prono-supinazione o con polso flesso (nuotatore, violinisti, direttori d’orchestra ect.)
La compressione del nervo radiale al gomito da luogo a due sindromi clinicamente distinte: 1) Sindrome del tunnel radiale 2) Sindrome del nervo interosseo posteriore. Benché le cause di queste due patologie siano simili, la differenza principale tra esse è che la prima porta ad una sintomatologia dolorosa, senza deficit motorio, mentre la seconda coinvolge il nervo con paresi o paralisi senza dolore.
I sintomi della Sindrome del tunnel radiale (STR) consistono principalmente in dolore nella regione laterale del gomito, dai connotati clinici vaghi e facilmente confondibili con un dolore da epicondilite (vedi sezione dedicata all’Epicondilite), alla quale può associarsi in circa il 47% dei casi. Talvolta proprio quest’ultima, causando infiammazione dei tessuti ed edema perineurale (intorno al nervo), può essere la causa primaria e scatenante di una sindrome del tunnel radiale. Per questa stretta associazione tra le due patologie e la difficoltà nella diagnosi differenziale, spesso questa sindrome può essere confusa o nascosta da un’epicondilite. Infatti, non è infrequente, che la diagnosi di STR venga raggiunta solamente dopo l’insuccesso di un intervento chirurgico per epicondilite. Per questo motivo l’STR è stata anche denominata "Sindrome del gomito del tennista cronica e refrattaria a trattamento chirurgico". La differenza clinica, consiste nel fatto che nell’epicondilite il dolore è localizzato soprattutto a livello dell’epicondilo, ossia all’origine dei muscoli estensori; nella STR il dolore è spesso localizzato più in basso, a circa 6 cm dall’epicondilo e più internamente, in corrispondenza appunto dell’arcata di Frohse. Tuttavia il dolore spesso si irradia sia in alto che in basso confondendo i sintomi delle due patologie.
Il dolore nella STR viene elicitato durante la supinazione contro resistenza dell’avambraccio che va a schiacciare ulteriormente il nervo a causa della contrazione del muscolo supinatore. La pressione locale rende più sensibile ma meno specifico questo test clinico. Nella STR non sono presenti deficit motori dei muscoli estensori dell’avambraccio, perciò i risultati elettromiografici sono quasi sempre normali. Più utile perciò, ai fini della diagnosi, l’esecuzione di una RMN che può mettere in evidenza la compressione del nervo.
I sintomi della Sindrome del nervo interosseo posteriore sono tutti motori e variano da una ipostenia (debolezza) più frequente, ad una paralisi dei muscoli estensori del polso e delle dita. Più utile rispetto la STR l’esecuzione di un esame elettromioneurografico che evidenzierà i segni di sofferenza del nervo.
Il trattamento delle sindromi da compressione del nervo radiale inizialmente è conservativo e si avvale del riposo funzionale in tutori, dell’uso di antinfiammatori e della fisioterapia. Il trattamento chirurgico è riservato ai casi refrattari alla terapia conservativa, e consiste nella liberazione del nervo nel suo passaggio attraverso il muscolo supinatore (neurolisi).
La sindrome di Wartenberg è invece determinata da una compressione del ramo terminale superficiale del nervo radiale che è invece un ramo esclusivamente sensitivo. Generalmente la compressione avviene nel punto in cui il nervo radiale passa dal piano muscolare profondo al piano sottocutaneo attraverso la fascia antibrachiale ( tessuto che ricopre il muscolo) all’incrocio tra il tendine del muscolo brachioradiale e ed estensore lungo del carpo (III medio-distale dell’avambraccio).
I sintomi consistono in dolore, parestesie o iperestesie in corrispondenza della cute dorso radiale della mano che sono aggravati durante le attività in prono-supinazione. La terapia, anche qui, è inizialmente conservativa riservando la chirurgia a casi refrattari.
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